Il CPO UniGe a DiParola Festival 2026

Il Comitato per le Pari Opportunità dell’Università di Genova ha partecipato alla quarta edizione di DiParola Festival, che si è svolta il 2 e 3 ottobre 2026 a Ravenna, portando l’esperienza del workshop “In parole povere o in parole semplici?”, dedicato alla comunicazione chiara e accessibile in ambito sanitario.

Che cos’è DiParola

Festival Nato nel 2023, DiParola Festival è l’evento italiano dedicato al linguaggio chiaro e alla comunicazione inclusiva e accessibile. Attraverso laboratori, incontri, casi di studio e momenti di confronto, mette in relazione esperienze provenienti da università, pubblica amministrazione, sanità, imprese e mondo della comunicazione. L’edizione 2026, dal titolo “Aprire le porte”, ha dedicato uno spazio specifico alla medicina narrativa e alla comunicazione chiara in ambito sanitario.

L’esperienza del CPO

Nell’intervento “In parole semplici o parole povere? Dalle raccomandazioni dell’OMS alla realtà sanitaria”, Paola Pastorino ha presentato il percorso avviato a Genova con il workshop realizzato nel maggio 2025 presso l’Ospedale Galliera. L’esperienza ha coinvolto oltre 50 persone tra professionisti e professioniste della salute, studenti e studentesse, personale universitario, ricercatori e ricercatrici e rappresentanti di associazioni. Attraverso tre laboratori sono stati affrontati la scrittura chiara dei testi sanitari, l’uso di strumenti digitali e intelligenza artificiale per la semplificazione e il ruolo della comunicazione non verbale e visiva.

Portare questa esperienza a DiParola è stata anche un’occasione per condividere una riflessione maturata nel lavoro del CPO: comprendere le informazioni che riguardano la propria salute è una condizione essenziale per poter partecipare consapevolmente ai percorsi di cura. Rendere il linguaggio sanitario più chiaro non significa impoverirlo, ma lavorare perché informazioni anche complesse possano essere comprese da pubblici diversi. Un principio che si lega pienamente al tema scelto dal Festival per il 2026: usare le parole per “aprire le porte”, ridurre le barriere e rendere servizi, conoscenze e diritti più accessibili.

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