Venerdì 23 marzo alle ore 17:45 l’Aula Meridiana in via Balbi 5 ospiterà la presentazione del nuovo libro di Silvia Semenzin: Internet non è un posto per femmine. Un appuntamento aperto alla cittadinanza, promosso da Studio Matto in collaborazione con il Comitato per le Pari Opportunità dell’Università.
L’incontro rappresenta un’importante occasione di confronto sui temi della violenza di genere online, del femminismo ai tempi di internet e della governance delle piattaforme.
Il Programma
Presentazione del libro con l'autrice Silvia Semenzin
Tavola rotonda di approfondimento con:
- Francesca Ghio, vicepresidente del Consiglio Comunale
- Luisa Stagi, presidente del Comitato Pari Opportunità dell’Università di Genova
L’incontro sarà moderato da Cla Calabresi, dottoranda alla Johns Hopkins University.
La discussione offrirà uno spazio di dialogo sui temi affrontati nel libro, con l’obiettivo di riflettere concretamente su come rendere Internet un luogo più accessibile, inclusivo e libero per tutt-.
Il Libro
Il libro Internet non è un posto per femmine è un saggio ibrido, a metà tra reportage personale e analisi politica. Attraverso un racconto che intreccia esperienza individuale e dimensione collettiva, Semenzin esplora rischi e opportunità della rete contemporanea. Tra fenomeni come tradwives e incel, hacker attivistə e teorie cyberfemministe, il libro propone una guida femminista per comprendere e abitare consapevolmente il complesso ecosistema digitale del 2026. Un testo che invita a interrogarsi su chi ha potere online, su chi viene silenziatə e su come costruire spazi virtuali più equi e sicuri.
Silvia Semenzin
L’autrice Silvia Semenzin è sociologa e attivista femminista. Attualmente è docente presso l’Universitat Oberta de Catalunya e ricercatrice presso AI Forensics. Da anni si occupa di misoginia online, violenza di genere digitale e regolamentazione delle piattaforme tecnologiche. Nel 2018 è stata promotrice della campagna #IntimitàViolata, che ha contribuito all’introduzione dell’art. 612-ter del Codice Penale (diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti) all’interno del Codice Rosso. Collabora con istituzioni e organizzazioni internazionali come la Commissione Europea, l’European Institute for Gender Equality e il Consiglio d’Europa per il contrasto alla violenza online. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra ricerca accademica e attivismo, con un’attenzione costante ai rapporti tra tecnologia, potere e giustizia di genere nello spazio digitale.