L'Ateneo ha attivato il Telelavoro domiciliare a settembre 2018 tramite apposita procedura (DDG 4612 del 24/09/2018), a seguito dell'emanazione del Regolamento in materia di telelavoro per il personale tecnico amministrativo del 19.08.2017.

Si segnala che, in via eccezionale, e in considerazione della situazione di emergenza conseguente al crollo del Ponte Morandi, con DDG 4612 del 24.09.2018 è stata avviata in forma sperimentale una procedura finalizzata ad attivare rapporti di telelavoro domiciliare indistintamente a favore di tutto il personale interessato, senza limiti di postazioni e senza vincoli di priorità sulle richieste.

Tutte le informazioni sono reperibili alla pagine web dedicata intranet.unige.it/personale/informativa-sul-telelavoro

L’Ateneo di Genova sta lavorando all’elaborazione di un progetto di lavoro agile in rete con enti pubblici e privati del territorio (Comune di Genova – capofila -, Città Metropolitana di Genova, ASL3 Genovese, Camera di Commercio di Genova, Azienda Ligure Sanitaria della Regione Liguria – A.Li.Sa., Regione Liguria, ABB, Istituto Italiano di Tecnologia, SIEMENS, RINA, ESAOTE, Costa Crociere).

Progetto "Lavoro agile in allerta rossa"

Il progetto, elaborato congiuntamente dalla rete cittadina di enti pubblici sopra richiamata e selezionato dal Dipartimento per le Pari Opportunità tra i 10 migliori, è incentrato ad affrontare e a proporre soluzioni per risolvere le situazioni più critiche per Genova, quali quelle in allerta meteo.

Tutte le informazioni sono reperibili alla pagina web dedicata intranet.unige.it/personale/informativa-sul-lavoro-agile

Da anni il CPO si è attivato per questa ed altra azioni a favore della conciliazione, tanto che l'azione 10 del PAP 2013-16 proponeva di definire un piano sperimentale per migliorare l’organizzazione del lavoro mediante l’impiego di tecnologie informatiche che consentano, nel rispetto degli obiettivi perseguiti dall’Ateneo, una gestione più flessibile del personale, al fine di facilitare non solo l’inserimento delle lavoratrici e dei lavoratori con disabilità, ma anche la conciliazione tra vita familiare e attività professionale.

In quest’ottica, le forme di telelavoro più consone alle attività istituzionali dell’Ateneo sembravano essere:

  • il telelavoro domiciliare in cui il dipendente lavora presso il proprio domicilio (con rientri concordati a priori se le circostanze lo richiedono);
  • il telelavoro delocalizzato in cui parte dell’attività lavorativa viene svolta presso un centro satellite collegato alla sede principale per via telematica;
  • il telelavoro mobile in cui il dipendente svolge il proprio lavoro utilizzando dispositivi di lavoro mobili presso luoghi diversi alla sede abituale.

Alcuni tratti comuni alle menzionate forme di telelavoro sono: il carattere reversibile, volontario e consensuale del telelavoro, la possibilità di rientri settimanali, il fatto che l’attività lavorativa non debba essere svolta necessariamente in concomitanza con gli orari di ufficio.