L'obiettivo perseguito, come indicato dal PAP, è definire un piano sperimentale per migliorare l’organizzazione del lavoro mediante l’impiego di tecnologie informatiche che consentano, nel rispetto degli obiettivi perseguiti dall’Ateneo, una gestione più flessibile del personale, al fine di facilitare non solo l’inserimento delle lavoratrici e dei lavoratori con disabilità, ma anche la conciliazione tra vita familiare e attività professionale.

In quest’ottica, le forme di telelavoro più consone alle attività istituzionali dell’Ateneo sembrano essere:

  • il telelavoro domiciliare in cui il dipendente lavora presso il proprio domicilio (con rientri concordati a priori se le circostanze lo richiedono);
  • il telelavoro delocalizzato in cui parte dell’attività lavorativa viene svolta presso un centro satellite collegato alla sede principale per via telematica;
  • il telelavoro mobile in cui il dipendente svolge il proprio lavoro utilizzando dispositivi di lavoro mobili presso luoghi diversi alla sede abituale.

Alcuni tratti comuni alle menzionate forme di telelavoro sono: il carattere reversibile, volontario e consensuale del telelavoro, la possibilità di rientri settimanali, il fatto che l’attività lavorativa non debba essere svolta necessariamente in concomitanza con gli orari di ufficio.